A Barcellona qualcuno mormora che sull’albo d’oro del torneo ATP si legga il nome di Rafa Nadal. E non solo come vincitore delle precedenti 4 edizioni, ma anche come winner del 2009. In realtà il torneo è solo alle prime battute, ma i forfait di Federer, Djokovic e Murray lasciano ben pochi dubbi su chi domenica alzerà ancora una volta il pugno al cielo, gridando l’ennesimo Vamos! . Ammesso che dovessero servire queste assenze ad aumentare le chanches di vittoria del maiorchino, l’impressione diviene quasi una certezza dando un’occhiata al tabellone. Dei primi dieci giocatori al mondo, all’ATP di Barcellona ne sono presenti soltanto due, Nadal escluso. Si tratta di Davydenko n.9 e Verdasco n.8. Proprio lo spagnolo, seconda testa di serie del torneo, pare l’unico ostacolo all’ennesimo trionfo del leader mondiale. Quantomeno ci si augura che i due si contendano la finale domenica, e che magari si ripeta lo spettacolo dell’Australian Open. In quell’occasione Verdasco sfiorò più volte la vittoria, mettendo in seria difficoltà Nadal ed arrendendosi solo al quinto set. Le insidie che il tabellone nasconde al duellante del “cannibale” di Maiorca, se tutto dovesse andare come da pronostico, si chiamano Berdych agli ottavi, Gonzalez ai quarti e Ferrer in semifinale. Per Nadal, che debutta nel pomeriggio contro Gil, possibili incroci con Gasquet agli ottavi, Nalbandian ai quarti ed in semifinale uno tra tra Feliciano Lopez, Davydenko e Wawrinka. Per quanto riguarda gli italiani, dopo il mini-exploit di Monte Carlo, è stato puntualmente eliminato al primo turno Fabio Fognini. L’azzurro, ancora in piena fase di maturazione, ha perso 6-1 / 6-3 dal semisconosciuto spagnolo Gimeno Traver, anche lui proveniente dalle qualificazioni. Unico rimasto in lotta è Potito Starace. Il tennista campano ha superato al primo turno il lituano Gulbis col punteggio di 4-6 / 6-3 / 6-3. Oggi se la vedrà con lo svedese Soderling, n. 24 delle classifiche mondiali.
Roberto Privitera
Irriconoscibile. Roger Federer non sembra più l’alieno che ha dominato tutti e tutto per anni, l’uomo dei record. Ad un passo dal superare un mostro sacro come Pete Sampras per numero di Slam vinti, Roger si è fermato, quasi avesse paura lui stesso del mostro che aveva creato. Dopo il pianto dell’Australian Open che sa di presa coscienza della sua condizione, ieri c’è stata l’ennesima dimostrazione del suo declino. Per carità, nulla da togliere a Wawrinka, che è un signor giocatore, ma di certo non un fenomeno. Il Federer che conosciamo tutti ieri avrebbe passeggiato. Già contro Seppi aveva vinto sì ma non convinto. Troppi errori gratuiti. Ieri ha provato a restare attaccato almeno nel punteggio, ma Wawrinka è stato più concentrato nei punti decisivi ed ha finito per chiudere 6-4 7-5. A breve ci saranno Roma e Parigi. Potrebbero essere occasione di riscatto per Roger o potrebbero addirittura affossarlo definitivamente. Sembra una storia che si ripete, un certo Sampras chiuse così la sua carriera. Noi amanti del tennis ci auguriamo di no.
Riuscirà Rafael Nadal a conquistare il quinto titolo consecutivo al prestigioso torneo monegasco? Staremo a vedere. Forse solo lui può decidere di perderlo. Il maiorchino è oramai devastante anche sul cemento, ancor più lo è sulla terra dove al momento sembra non avere rivali. Ma i motivi di interesse del torneo sono molti di più. Chi è l’anti-Nadal sulla terra? è lo scozzese Murray, in costante crescita? e Federer avrà la forza e l’orgoglio di rialzarsi? Djokovic che fa? Si limita fare il solito compitino? Senza considere tutti i possibili outsider che potrebbero cambiare l’ordine degli eventi: Verdasco, Simon, Del Potro su tutti, forse anche Ferrer. Federer deve confermare la finale dell’anno scorso se vuole evitare di perdere punti preziosi per mantenere la seconda posizione del ranking. Djokovic difende una semifinale persa proprio contro Re Roger. Murray invece aveva perso proprio contro Djokovic al terzo turno ma partiva con un tabellone sfavorevole essendo testa di serie numero 14. Oggi i due non sono sicuramente quelli dell’anno scorso, la situazione si è capovolta: Djokovic sembra incapace di alzare il livello del suo gioco o quantomeno raggiungere quello dell’anno scorso, Murray al contrario è cresciuto notevolmente negli ultimi mesi e sembra l’unico che possa battere Nadal.
Un violento acquazzone a pochi secondi dalla partenza ha costretto il rinvio della gara d’esordio della motoGP. La pioggia ha disturbato sin dal mattino il grande circo delle 2 ruote che tagliava oggi il nastro inaugurale del mondiale 2009, provocando sospensioni e dimezzamenti di gare. Nella 125 la vittoria è andata all’italiano Annone, in una gara sospesa dopo soli 4 giri causa diluvio, e dove i punteggi assegnati sono stati dimezzati. Nella 250 lo spagnolo Barbera ha chiuso davanti a tutti, tagliando il traguardo fnale dopo soli 13 giri. Il tutto era stato fatto per rispettare l’orario di partenza della classe regina. Gli introiti sulla diretta tv del primo gran premio su moto in notturna non permettevano eccezioni o slittamenti eccessivi. Ma alla fine ha vinto la pioggia, quando tutti e 18 i piloti erano sulla griglia, con Stoner e Rossi in prima fila. Il pilota di Tavullia, mai troppo entusiasta di correre con le luci artficiali, auspicava una definitva cancellazione della gara. Ma gli organizzatori, dopo una riunione conclusasi pochi minuti fa, hanno deciso di posticipare la corsa a domani. E’ la prima volta che accade nella storia del motomondiale. La partenza è fissata per le 20 ore italiane, mentre per le 17.30 sempre italiane è previsto il warm up. Pioggia permettendo.
Si sono concluse da poco le prove libere a Losail, sul circuito del Qatar che ospiterà le gare d’esordio del motomondiale 2009. Per la classe motoGP Casey Stoner ha ottenuto il miglior tempo. L’australiano in sella alla Ducati ha preceduto di 386 millesimi Valentino Rossi. Terzo lo statunitense Colin Edwards. Tra gli i taliani da segnalare il sesto tempo di Loris Capirossi ,con quasi 1 secondo e mezzo di ritardo dal primo e al debutto con la Kawasaki.
Incredibile l’esito del Gran Premio di Sepang: passata da poco metà gara, un temporale devastante si è abbattuto sulla pista malese. Dopo alcuni giri, tra fuoripista e testacoda, i direttori di gara hanno deciso di interrompere la gara al 33esimo giro (a 24 dal termine). Non avendo raggiunto il 75% dei giri (42), non è stato possibile assegnare per intero i punti ai primi otto piloti: punti dimezzati per tutti. A trionfare è nuovamente Jenson Button, a dimostrazione dello strapotere della sua BrawnGP. Secondo posto per il tedesco Heidfeld, l’unico ad aver effettuato una sola sosta (tutti gli altri da tre in su). Sul podio meritatamente anche Timo Glock, autore di una pazzesca rimonta grazie alla scelta vincente delle gomme intermedie.
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