E’ domenica mattina, ed il mio sguardo sfugge alla luce come quello di un vampiro che indossa ray-ban non originali. Rintronato, e non per gli svariati cocktails del mio sabato sera, ma per quel misto ore piccole – ore poche. Poche, sempre troppo poche, causa rumori domenicali di casa (dall’aspirapolvere, alla visita della nonna, passando per le litanie dell’angelus e la centrifuga di qualche dolce in preparazione). Rintronato, ma con una missione, un vizio per certi versi ridicolo, un appuntamento fisso in edicola. Una scena : ri-edicola. Tra mille abiti bianchi, chiedo quello della festa, la domenica va di moda il rosa. Il giornale più “maschio” che esista ha il colore più femminile che conosca, assurdo ?! Ma sono troppo rintronato per darmi al machismo. “ Una Gazza per favore “. Ruvido – liscio, come le gambe di una ragazza che ami a tal punto da non sentire gli errori di “contropelo”. Prima pagina : “FA PASQUA L’INTER” ………. Cascano i ray-ban, il buongiorno non si vede da “il Mattino”, si vede dalla “Rosea”, ed oggi non è un buongiorno. E’ la mia mente vola veloce fila, a prima di oggi, qualche settimana fa. “IBRA HA IL MAL DI PANCIA”, e poi a qualche mese fa “INTERISSIMA”, e poi a qualche anno fa “E VAIIII “ (Milan – Liverpool atto secondo), per arrivare a quell’indomani da Campioni del Mondo “TUTTO VERO”. Tutto “rosa”, tutto nero. Il titolo, il famoso “pugno nello stomaco”, la calamita per il lettore. Quel gioco di parole che fai dopo ogni partita, immaginando di descriverla in tre quatto parole. Quello sfottò che scrivi su Facebook per i “nemici” di tifo. Quel pugno nello stomaco che vorresti ricevere l’indomani mattina in edicola. Niente. “FA PASQUA L’INTER”, “IBRA HA IL MAL DI PANCIA”, “E VAIIIII”, “TUTTO VERO”. Mi guardo attorno, incrocio la signora del reparto “latticini” di “chiedimi se sono felice”, quella che sapeva “Teorema”. Le chiedo : “signora, mi fa un titolo per la Gazzetta di oggi ? “ e lei senza esitare : “JUVENTUS BRUCIATA : BUONA PASQUA INTER !“…. Persino l’oracolo da latticini sa fare un titolo migliore del migliore dei titoli secondo la “Gazza” di oggi. Rindosso i miei ray-ban non originali, non è più la luce a darmi fastidio, quanto una sorta di buco. Una specie di piccolo vuoto. Mi aspettavo un pugno nello stomaco, e mi son ritrovato un calcio nelle palle.
Fabio Fanelli
“La difesa crolla sotto i colpi dell’attaccante”, “ il boato del pubblico”, “fa venire giù lo stadio”, “fa tremare i tifosi”, “terremoto calciopoli”, “l’allenatore prova a dare la scossa ai suoi” …. Metafore, prestiti con diritto di riscatto da una terminologia altra. Variazioni sul tema, per arricchire, descrivere, rappresentare le storie del nostro vizio sportivo. Per renderle appetibili, pubblicabili, narrabili. Usiamo queste espressioni come vestiti per le nostre emozioni e sensazioni da bar dello sport. Le avremmo potute usare anche oggi, day after di una giornata di campionato forse decisiva. Avremmo potuto, ma la notte ha segnato la cessione del prestito. Ha esercitato il diritto di riscatto di un vocabolario non più metaforico. Di una realtà non più figurata dalle righe di un articolo, ma sfigurata dai picchi impazziti di un sismografo. Le emozioni ora vestono le parole. Di un vestito che non si addice più al nostro Bar, che sfila male sulla passerella che racconta il nostro vizio. Un vestito stretto e ruvido, come il tessuto di un jeans consumato. Per questo oggi non usciamo, perché non abbiamo vestiti adatti da metterci, perché ci sentiremmo fuori luogo.


“Maradona è sempre stato un pessimo esempio per i giovani, con le sue storie di droga“. Arantes Do Nascimento attacca, è fuga per la vittoria.
Commenti recenti