Coppa Italia: Lazio scatenata, è in finale

23 04 2009

lazio_festaPelo e contropelo. La Lazio sbanca 2-1 l’Olimpico di Torino e, replicando il punteggio dell’andata, elimina la Juventus dalla Coppa Italia. Impresa targata Zarate e Kolarov. Dopo cinque anni gli aquilotti ritrovano la finale , ma questa volta se la giocano nel proprio tempio. Roma, 13 maggio. Ora si attende solo l’avversaria, Inter o Sampdoria, 3-0 blucerchiato all’andata. Domani sera il verdetto. Per la quinta stagione consecutiva l’ultimo atto della competizione è recitato da una squadra romana. Ma a differenza delle precedenti, quest’anno si tinge di biancoceleste. E la Juve? Una mera comparsa. Deludente, impacciata e aspramente contestata dai suoi tifosi. L’ultimo trofeo della sua annata. Stasera è sembrata voltargli le spalle.

Nuvoloni color carbone già preannunciano il temporale. Cori contro Balotelli e fischi diffusi all’indirizzo dello speaker che invita ad evitare questo tipo di manifestazioni. Siamo solo all’inizio. Squadre in campo e saltano all’occhio le assenze nell’undici bianconero di Del Piero, Camoranesi e Nedved. Ranieri stravolge le attese e decide di partire senza i suoi assi, puntando sulla freschezza di Ariaudo e De Ceglie, con Giovinco alle spalle del duo Iaquinta-Trezeguet. Rossi invece schiera la Lazio migliore, con Rozenhal in luogo dell’indisponibile Cribari e Rocchi al fianco di Zarate. La prima mezzora scivola via senza sussulti. Ritmi blandi. La Lazio si fa preferire nel palleggio, la Juve imbastita di giovani prova a ripartire me senza troppa convinzione. E’ macchinosa e poco propositiva, si culla sugli spunti del solo Giovinco, mentre Marchioni a destra è volenteroso ma impreciso. Colleziona angoli, ma fa solo il solletico all’attenta retroguardia laziale. La formazione ospite gestisce il vantaggio dell’andata e si affida all’estro di Foggia e Zarate. Proprio l’argentino scuote la gara al 38′: riceve palla sulla lunetta dell’area di rigore, si gira e accarezza la sfera con il destro, centrando l’angolo alla sinistra di Buffon. Magic Maurito, è 1-0. Gol nel derby, a Marassi e la chicca di stasera: è un aprile da incorniciare per il numero 10 biancoceleste. Il sogno della finale comincia a materializzarsi, per la Juve diventa dura. Anche perchè cenni di reazione non se ne vedono, a parte un tiro telefonato di Trezeguet negli ultimi minuti.

Nella ripresa Ranieri lancia subito Nedved e Camoranesi e la sua squadra appare più volitiva. Ma passano solo 7′ minuti e Kolarov fa partire una sventola dal vertice sinistro dell’area di rigore avversaria e, complice la deviazione di Grygera, disegna una parabola beffarda che si insacca alle spalle di Buffon. 2-0 e porte di Roma chiuse violentemente in faccia all’invasore nemico. Ora la compagine juventina dovrebbe segnare ben 4 reti. Un miraggio. Ma Trezeguet e soci non perdono la testa, anzi quella del francese sembra funzionare davvero bene al minuto 12: stacco perfetto reso vano però dallo straordinario colpo di reni di Muslera. Al quarto d’ora entra capitan Del Piero e impiega solo tre minuti per lasciare il segno: cross di Camoranesi, controllo e sinistro sotto la traversa. Chissà che Ranieri non abbia qualche rimpianto sulle azzardate scelte iniziali. La Vecchia Signora non si abbatte facilmente e attacca a testa bassa. Getta il cuore oltre l’ostacolo, ma in maniera sempre più confusa. I minuti passano e i brividi per Muslera giungono solo da Nedved: suo il palo alla mezzora, quando qualcuno ancora credeva nel miracolo. Lì s’infrangono le residue illusioni juventine, anche perchè poco dopo (37′) Camoranesi si fa espellere per proteste dall’arbitro Rizzoli. Gli assalti dei padroni di casa vanno scemando, mentre si accendono gli animi sugli spalti. Cori reiterati contro la squadra, Ranieri e la società. La curva bianconera abbandona l’Olimpico prima del fischio finale in segno di protesta. Clima teso dopo le ultime delusioni. Ma lo scoramento non deve investire i giocatori. C’è da difendere il secondo posto e certamente anche le continue voci di mercato nuociono alla compattezza dello spogliatoio.

Nell’amarezza generale a far festa è la Lazio di Delio Rossi, che anche stasera ha dimostrato di essere la squadra più in forma del momento. Rilanciata in campionato e pronta a contendersi la Coppa Italia davanti alla sua gente, forte del piazzamento Uefa già raggiunto. E ora, dopo aver passeggiato su Milan e Juve, l’armata biancoceleste pregusta lo scacco alla regina. Sempre se prima non sarà spodestata da un altro ex re di Roma, dell’altra Roma: Antonio Cassano.

Ivan De Vita








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